L’incontro

C’inseguiamo
Direzioni diverse
Dall’alto
Dal basso
Il nostro passo accelera
Batte forte il cuore
Forte è l’emozione
Un abbraccio
unico atto d’amore
ziagrariama
Pentagramma

Note poggiate su un pentagramma
attendono
Una composizione musicale
nascerà dalla terra madre
Dalle lingue dei toni bruciati
emergeranno suoni cupi
dalle fasce dei verdi tonanti
esalteranno suoni dolci
Ritmi si leveranno insieme
in gioiose armonie
ziagrariama
Solstizio d’Inverno…il Risveglio

Conclude l’uomo ogni suo affanno
estenuante ed ultimo lamento
Nuovo è il Giorno che si offre
Vigile sguardo e luminoso passaggio
Insigne bellezza lanciata nel cielo
All’orizzonte
nero delirio di corvi che s’innalza.
Impregnato di sonno ascolto
L’estremo suono dell’ultima Thule.
aliceydulcinea
giallo e celeste

paoloclik
La scelta
Io saro’ il tuo uomo
quello forte e coraggioso
che si butta nelle battaglie
con il tallone d’Achille
ben scoperto,in vista
e tu sarai la mia donna
quella serena e dolce
l’innamorata moglie
che si preoccupa per me
ed ha paura ch’io mi ferisca.
Allora saro’ subito dopo
l’uomo che per ridarti serenita’
lascera’ stare le avventure
e tornera’ vicino a te
per non lasciarti mai piu’
facendo il pazzo come Ulisse
per evitar le guerre
disprezzera’ tutte le conquiste
delle lontane grandi terre
arrendendosi al tuo cuore.
alexandros
Quelli di un mondo migliore
Figlio mio,lo so che sara’
una parlata seccante
Cose che dicono i soliti padri
quando invecchiano soli
Penso pero che tu sia figlio
ormai di tanti genitori
che ti insegnano come
«fare il mondo migliore»
Ma se nella tua pazienza
esiste un posto per me
senti anche da me
qualche stupido consiglio
Non cerco di convicerti
di diventare come me
ma di non dimenticarmi
piu’ presto degli altri
che giudicano subito
cos’e’ il bene ed il male
Senza sapere quale sia
la differenza,neppure se c’e’
Quello che sentirai
sono solo grandi parole
Perche vogliono dirti
che devi “avere idee”
e questo basta per essere tu
un vero uomo
Tu non crederci,no!No!
vogliono farti solo pensare
senza mai osare ad uscire
dal tuo comodo mondo
Vogliono farti uno che sa
solo scrivere e parlare
lagnanarsi,chiedere,pregare
e mai alzare la testa
Allora rispondigli
che hai conosciuto un pazzo
Uno che non credeva a niente
ma sapeva cosa fare
per non strisciare
com’un verme fra i cadaveri
come loro che sparsero
per il mondo sciocca carita’
scacciando via la generosita’
ed hanno dimenticato
il dovere di essere forti
in una vita che si fa guerra
anche con gli amici
ed i nemici non saranno
sempre loro a tradirti
Perche l’amore vola da se’
li’dove vuole, libero
e corre a bruciarsi ingenuo
sempre nello stesso fuoco
Cosi un bel giorno
anche tu dimenticherai me
con tutte le cose vecchie
che hai amato tanto
e vivrai tra quella gente
con lo sguardo vuoto
Ma non dimenticar le parole
dette dal quel pazzo
«Niente lacrime,
potrebbero spegnere il mio fuoco
ed ho speso un intera vita
per mantenerlo acceso!»
alexandros
Il passar del tempo
PRIMA
Quando mi stancai di quel vincere e perdere
vidi la mia vita come una spiaggia deserta
in un inverno improvvisamente arrivato e piovoso
esaurito ho abbassato la testa mi son seduto calmo
e son rimasto fermo li per molto molto tempo
a guardare nel mio specchio intere notti e giorni
cercando di riconoscere lo straniero che vedevo
ALLORA
Dei bisbigli son venuti dicendomi che non devo riposare
perche ci sono ancora molti progetti da fare
ed io dovro’farli tutti da me
sforzo infruttuoso sarebbe stato!
Non ho resistenze e sono cosi molto debole
come tutta la gente che conosco ed ancor di piu
prima piango, poi rifletto ed in fine dimentico
DOPO
Come respiri calmi da due narici divine
i giorni cominciarono ad ondeggiare fuori alla mia finestra
ho cominciato a credere che tutti i miei momenti
non siano stati niente piu’che parti d’un eternita’infranta.
La felicita, il dispiacere, i miei giorni e le mie notti
erano luci dalle stelle, nubi in uno specchio
E dormendoci sopra mi sentii felice e saggio
POI
la mattina dopo mi svegliai -un microscopico ragazzino
che ha iniziato da capo a far lo stesso gioco
del cui ero stanco prima:quel vincere e perdere
alexandros
Fine partita
Le mattinate della scuola
le cene a casa
ripetute silenziose
i miei amici le mie amiche
vite passate da una vita
fotografie in una scatola
di cioccolatini arrugginita
difficile ad aprire
finestre con i vetri rotti
che le socchiude
un vento freddo
stanze impolverate
con i tappeti avvolti
sedie messe attorno un tavolo
con il portacenere zeppo
e i bicchieri mezzi vuoti
odore di biancheria
che si asciuga sui caloriferi
voci di ragazzi ora cresciuti
andati via per il mondo
spiaggie affollate
al sole del mare Egeo
che adesso danno luogo
alle serate organizzate
di fuochi d’artificio
sui lungomare ed i terrazzi
di citta-porti del Mediterraneo
parlate e discussioni
su argomenti pesanti
senza nessuna conclusione
punti interrogativi
alcuni solo ebbero risposta
gli altri li cancello’ una gomma
Adesso in questo inverno
sdraiato mi copro
con quei ricordi
avendo giocato una partita
di scacchi contro il tempo
che mi ha catturato i pezzi
uno per uno
in questo lungo gioco
che adesso sta per finire
sono stanco per poter vincere
triste per perdere di nuovo
ma altrettanto saggio
per chiedere dignitoso…
un pareggio
alexandros
L’odore delle cose
Pensando te non vedo niente piu
Neanche pensando me vedo niente
Oramai…
Sento soltanto le voci delle serate
Vissute,godute,passate
E vecchie…
Le sento spesso,sai?
Arrivano fino a me ogni sera
Da una finestra
ogni sera piu lontana dalla mia.
Vedi?la nostra finestra
si chiama gia soltanto…mia
Ho fatto tanti sforzi
per arrangiar le stanze
in modo che si alterino
il suono della musica,
le luci dalle lampade
Rimangono,purtroppo
angoli nelle stanze,piccoli,
nei quali,un po distratto
posso ritrovarti felice…
Lo stesso posso trovare
un po di me sorridente
e poi pensarci sopra…
E passato troppo tempo
che non ricevo piu
tue espressioni e sguardi.
Tanto meno carezze.
Posso avvertire solamente
la tua presenza,quel odore
Arriva fino a me ogni sera
Da una finestra,
ogni sera piu lontana dalla mia…
Come una luna rapita
ogni sera da qualcuno,
avvolta fra le nuvole,nascosta,
maltrattata e piangente.
alexandros
Raramente
Quando mi capitava di ricordarti
Piccolo Alessandro,piccolissimo
Mi chiedevo sempre dove trovarti
E ti ho cercato, sempre in vano
Ma che fine avresti fatto?
Ti ho cercato-bambino-per tutt Italia
Ed altrove,negli asili ,nelle scuole
Mentre imparavi a parlare
Da capo un altra lingua estranea
«Brutta parlata di gente rozza »
Neanche li’ ti trovai
Dalla scuola media, all universita’
Lunghe distanze,autobus insonnolito
Pensieri tristi ,filosofia studentesca
Storie di inutili,false rivoluzioni
Niente …non ti trovai.
Sulle montagne di medicina precoce
Sparivi continuamente,notti salvagenti
In mattinate militari, sull’ attenti
Lacrimoso sotto un inno estraneo
Neanche li ti trovai.
Nei carceri e le amicizie bandite
Notti in ostaggio pronto a morire
Fango di droga, polizia e medicine
Compassione ,schifo,ambiguita’
Niente notizie di te.
Ti cercai-padre ormai-col carrozzino
Biciclette,lunghe partite di pallone
Denti che spuntano in freddo alfabeto
Ansioso padre « cosa fara mio figlio?»
Giardini vuoti…non ti trovai.
Il tuo riposo,letto vuoto,notti bianche
Divani vecchi,cenere e birra
Dove hai passato le notti famose
Che ti piaceva raccontare?
Non ti ho piu visto d’allora
Cosi’poi ti ho dimenticato
E ti penso ormai molto raramente
Ora non m’importa ormai piu niente
Piu’ nessuno.No, neanche tu
Mio piccolissimo Alessandro
Piccolo,piccolo,sempre piu piccolo.
Ed ora che ti ho dimenticato
sai,pare piu’facile ritrovarti
alexandros